Interculturalità, integrazione sociale e partecipazione attiva sono tutti elementi che contribuiscono alla crescita di una comunità. Un’esperienza di studio, lavoro o volontariato all’estero rappresenta l’occasione ideale per alimentarli, per questo l’Unione Europea con il programma Erasmus Plus, prevede una serie di azioni di mobilità internazionale rivolte specificatamente ai giovani.

<span style="font-family: Arial; color: #141823;">Fare un’esperienza all’estero è diventata una necessità! Attraverso il confronto diretto con usi e costumi differenti è possibile accrescere il proprio bagaglio culturale e relazionale. Che si tratti di una permanenza lunga o breve, vivere all’estero è un’ottima occasione per formarsi conoscendo una nuova lingua e facendo esperienze di studio e lavoro che vanno ad arricchire il proprio CV.

Tra le tante opportunità di mobilità internazionale previste dal programma Erasmus+, c’è lo SVE – Servizio di Volontariato Europeo – che permette a ragazzi di età compresa tra i 18 e i 30 anni di vivere all’estero per periodi medio-lunghi, prendendo parte in qualità di volontari ad attività in vari settori: cultura, sport, assistenza sociale, arte, tempo libero, ambiente, ecc. Le potenzialità del programma in termini di crescita personale e culturale sono enormi, e hanno una ricaduta positiva non solo sull’individuo ma sull’intera collettività: vivere un’esperienza di volontariato europeo permette di fare propri i principi dell’integrazione sociale e multiculturale, favorendo la diffusione su larga scala di azioni improntate al pluralismo, all’uguaglianza e alla solidarietà.

Favorire la diffusione dei programmi europei di mobilità internazionale è fondamentale, per questo SEI, in qualità di ente accreditato per l’invio e il coordinamento di progetti SVE, promuove l’Erasmus Plus e alimenta costantemente la sua rete di contatti di partner esteri con i quali mette in connessione giovani desiderosi di vivere un’esperienza di volontariato europeo.

 Vi riportiamo una breve testimonianza di Luigi Quarto, un nostro volontario di 21 anni partito per un progetto nella città di Gaziantep, una provincia turca caratterizzata da un alto tasso di immigrazione, in cui i problemi dell’integrazione e dell’inclusione ricadono principalmente sui bambini e i ragazzi che spesso si vedono costretti a lavorare per aiutare le famiglie in difficoltà economiche, rinunciando così all’istruzione scolastica. Luigi è partito il 2 febbraio e per due mesi presterà servizio in qualità di volontario per l’organizzazione “GEGED – Gaziantep Training and Youth Association”, occupandosi di educazione ambientale.

<span style="color: #141823; font-family: Arial;">"Ciao, sono Luigi e ho deciso di essere un volontario SVE perché desidero mettermi alla prova in un contesto estraneo alla mia quotidianità, arricchendo me stesso e gli altri. Ho scelto il Servizio di Volontariato Europeo per poter conoscere, scoprire e incontrare culture diverse, come in un mosaico composto da tanti colori differenti, perché credo nella bellezza della diversità. Desidero confrontarmi con nuove persone e imparare qualcosa da chiunque io incontri. Crescere comporta sfidare se stessi, rompere gli schemi e superare quelli che si reputano i propri limiti, ecco cosa rappresenta per me essere un volontario europeo. Spesso la scelta di prendere parte a un progetto all'estero è legata all'esigenza di scappare dal proprio paese e andare alla ricerca di nuove possibilità, ma lo SVE non è solo un modo di cercare nuove opportunità all'estero, bisogna sempre ricordarsi che si hanno delle responsabilità nello svolgere le attività di volontario. Spero che questo progetto possa soddisfare tutte queste mie aspettative e che, nonostante le eventuali difficoltà a common wart removal burn cui potrei andare incontro, possa rappresentare un'esperienza unica e indimenticabile per il mio percorso".

Sicuramente le aspettative di Luigi non saranno deluse, per lui come per tanti altri giovani volontari lo SVE rappresenterà un’esperienza ricca di emozioni difficili da comprendere se non si vivono direttamente sulla propria pelle.

Il consiglio è uno solo: lasciarsi ispirare da Luigi e fare le valige, non per scappare ma per tornare nel vostro paese arricchiti di una nuova esperienza che a sua volta possa arricchire anche gli altri.