Oggi tutti parlano di tutto e tutti credono di sapere tutto. Vengono espressi perentori giudizi su situazioni, comportamenti e azioni di persone o gruppi probabilmente mai conosciuti. Bene che vada, leggere un paio di articoli on-line sull'immigrazione oppure il primo libro sullo scontro tra culture propinato sugli scaffali di note “librerie commerciali” viene percepito come sufficiente per poter legittimare i propri preconcetti, difendere le proprie idee ed ergersi così a paladini della verità.

Di quale verità? Si narra che all'ingresso dell’Accademia platonica , sul frontone, fossero state impresse le seguenti parole:  «Non entri chi è ignorante di geometria». A prescindere se tale iscrizione fosse realmente ivi presente, ciò rappresentava il credo platonico rispetto all'educazione dei giovani. Quale iscrizione dovremmo invece oggi pretendere prima che i giovani - ed i meno giovani - entrino a scuola oppure varchino la soglia dei “tele-luoghi” come Facebook, Youtube, Twitter?

Potremmo forse richiedere che a parlare di immigrazione, ad esempio, siano solo le persone che vi abbiano lavorato ? Gli addetti ai lavori o gli esperti in materia, insomma? 

Probabilmente no. Tutto fa brodo e anche il giudizio, anzi, il pregiudizio dei non addetti ai lavori può essere utile a chi da anni studia determinati fenomeni per poter fornire una ulteriore e più completa fotografia dell’oggetto in questione. Ma,al contempo, chi conosce(sse) bene gli argomenti dovrebbe fornire informazioni non soggette a opinabili interpretazioni a chi invece ignorante della materia o presuntuoso lo è. Io sono Francesco e ho deciso di partecipare a un progetto di Servizio Volontario Europeo ad Atene sull'inclusione sociale dei rifugiati, richiedenti asilo e migranti. Ho deciso di voler studiare meglio il fenomeno delle migrazioni dando il mio contributo come volontario in una realtà fuori dall'Italia e da Roma, mia città d’origine.

Avevo sete di conoscere cosa accadesse fuori dalla mia concreta portata, lontano dalle mie sicurezze. Non so se questo sia il migliore modo per farlo, ma sicuramente è una delle possibilità. Non so se ognuno di noi debba prima sperimentare con le proprie mani ciò di cui cui voglia parlare, ma farlo darà sicuramente un qualcosa in più alla nostra narrazione che, se non risulterà più coinvolgente ed accattivante rispetto a prima, sarà tutt'al più meno tediosa e meno autoreferenziale.

Qui ad Atene ho modo di creare il mio progetto di volontariato o studio sui rifugiati/richiedenti asilo e comunità straniere presenti, pur rispettando alcuni giorni prestabiliti dove insegno inglese, le basi di greco e italiano. Questo, grazie allo staff dell’Ong greca di ricezione “Civis PLus” con cui collaboro insieme alla collega volontaria Graziella al progetto “I care about you 2” sull'inclusione sociale dei migranti. Ho intervistato alcune comunità migranti presenti in città per avere il quadro della situazione in merito allo stato di inclusione sociale delle stesse e partecipato alla realizzazione di report propedeutici a un progetto internazionale sul ricollocamento dei rifugiati.

Sono stato circa un mesetto nel campo rifugiati vicino Atene di Skaramagkas per aiutare la Ong Norvegese “A Drop in the Ocean” con le lezioni di inglese per adulti e con le attività di logistica nella sartoria. Ho in programma l’andare a fare volontariato o semplicemente fare dei report in altri campi sparsi nella Grecia continentale ma, soprattutto, insulare, dove si riscontrano moltissimi problemi sociali.

La città è particolare; mi sembra la fusione perfetta tra l’allegria napoletana, l’anima accogliente di Bologna, la solennità di Roma nei suoi edifici e le sue strade più grandi; enorme meraviglia l’Acropoli di notte suscita allo stanco viaggiatore. Passeggiando per le vie del centro, si respira aria di classici e di storia; la gente non parla di filosofia; la gente, qui, è Filosofia.

Non posso fare altro che salutarvi, ora, augurandovi di venire a trovarmi o di partecipare al progetto SVE qui ad Atene. Prima di tornare a “volontariare”, poichè è quasi ora di pranzo, scendo a prendere un ottimo souvlaki vegano con pomodoro patate e funghi.

καλή όρεξη , τα λέμε !