Quali sono i dati del volontariato di cui disponiamo? A quali fonti facciamo riferimento quando dobbiamo inquadrare il mondo del volontariato in Italia e nel Mondo?


A queste e a tante altre domande sono state trovate delle risposte nel 2011, proclamato anno internazionale del volontariato da parte dell'Organizzazione delle Nazioni Unite. In occasione di questo anno sono stati pubblicati diversi rapporti con l'obiettivo di diffondere il più possibile i dati inerenti al volontariato e l'apporto che questo da alla società civile.

Secondo il rapporto del Consiglio dell'Unione Europea ci sono tra 92 e 94 milioni di volontari in tutto il territorio europeo. Una cifra consistente, ma quando andiamo a vedere la loro ripartizione ci rendiamo conto che ci sono grandi differenze tra i diversi paesi. La parte più consistente di persone che svolgono attività di volontariato si concentra nei paesi del nord Europa (circa il 70% delle persone che attivamente svolgono attività di volontariato si trovano in Austria, Danimarca, Finlandia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Olanda e Svezia). In paesi come Bulgaria, Grecia, Italia e Lettonia il numero di volontari è molto basso . Essi, infatti, rappresentano il 10% di quei 92-94 milioni di europei che volontariamente si impegnano per migliorare la società e l'ambiente in cui vivono.

In quali settori troviamo più volontari in Europa? Il 34% degli europei ama dedicare il suo tempo libero alle attività sportive, il 22% ad arte-scienza-cultura, il resto della popolazione preferisce lavorare in associazioni religiose o di categoria o in associazioni che svolgano assistenza sociale per le categorie a rischio (anziani, malati, bambini, ecc.)

E se calcolassimo l'apporto di queste attività di volontariato alla crescita economica di un paese (da tempo ormai si parla di una ridefinizione delle componenti del PIL e la definizione di crescita di una nazione. In questa ridefinizione il volontariato rientrerebbe all'interno di quei servizi che vengono forniti gratuitamente)? L'apporto delle attività del volontariato alla crescita si aggirerebbe tra il 3 e il 5% del PIL in Austria, Olanda e Svezia.

E in Italia? La fascia d'età interessata a svolgere attività di volontariato è principalmente quella che va dai 30 ai 54 anni (normalmente questo accade perché questa fascia d'età dovrebbe avere una maggiore stabilità da un punto di vista economico e lavorativo) essa rappresenta il 41,1% del mondo del volontariato. E' indubbio che coloro che sono in condizioni economiche e lavorative stabili possano contribuire in modo più consistente alle attività di volontariato. Il 52,2% dei volontari italiani ha una occupazione stabile, il 29,5% è in pensione e il 18,3% si trova in condizioni lavorative precarie. La fascia d'età superiore ai 54 anni rappresenta il 36,8% mentre la fascia d'età inferiore ai 30 rappresenta appena il 22,1%. E' interessante sottolineare che chi svolge attività di volontariato normalmente non ha un titolo di studio elevato (il 44,4% è in possesso di un titolo di studio superiore, mentre solo il 12,8% è in possesso di laurea).

E' interessante anche esaminare che cosa spinge gli italiani a svolgere attività di volontariato. I motivi sono tra i più diversi. Ritroviamo l'altruismo, la partecipazione alla vita sociale, la crescita personale, ecc.

Sarebbe importante capire che il volontariato non è solo una attività che contribuisce alla crescita di un paese, ma che crea coesione sociale, comprensione reciproca e accresce l'empatia. Sono questi gli elementi che contribuiscono al miglioramento e alla coesione della società.